Il mosaico “Le tue mani erano cura”

Gli amici di Stefano desideravano fissare con un segno il suo ricordo là dove lui ha lavorato negli ultimi anni, quindi nell'ospedale di Oderzo.

L'idea iniziale di dedicargli una targa con il nome, è stata presto affiancata dalla proposta di inserire qualcosa di bello, colorato e luminoso, grande abbastanza da attirare l'attenzione di chi entra in ospedale: un mosaico.

Albero formato da mani colorate del progetto Mosaico.

Il soggetto avrebbe dovuto esprimere l'essenza del dottor Lamon in modo simbolico e quindi si è pensato di visualizzarlo con le mani, che lui usava per stabilire un contatto profondo con le persone che curava. Mani che toccavano corpi cercando di ascoltare e trasmettere calma, dignità e fiducia.

E qui ci è venuto in aiuto il logo già elaborato dal personale dell'oncologia di Oderzo e stampato dietro alle loro felpe.

E' un albero, simbolo di vita. Ed è fatto tutto di mani: il tronco sono due mani grandi e solide che si aprono con delicatezza; le foglie sono tante mani, ognuna con il suo colore e la sua individualità preziosa. Rappresenta la collaborazione armonica del gruppo e dei pazienti.

Gli autori sono Viviana Mora e Alfonso Malacchini, entrambi formatisi presso la Scuola Mosaicisti del Friuli.

Il mosaico è accompagnato da una targa con scritta una frase che condensa il suo modo di essere medico ed è un po' la sua eredità:

“Cura la malattia prendendoti cura della persona”

Dettaglio del mosaico in lavorazione con tessere a forma di mano.
Stefano Lamon con il team del reparto di oncologia.