MOSAICO - “Le tue mani erano cura”

I SUOI VALORI CONTINUANO

Il mosaico “Le tue mani erano cura”

Gli amici di Stefano hanno voluto fissare con un segno il suo ricordo là dove lui ha lavorato negli ultimi anni, quindi nell'ospedale di Oderzo.

Albero formato da mani colorate del progetto Mosaico.

L'idea iniziale di dedicargli una targa con il nome, è stata presto affiancata dalla proposta di inserire qualcosa di bello, colorato e luminoso, grande abbastanza da attirare l'attenzione di chi entra in ospedale: un mosaico.

Il soggetto avrebbe dovuto esprimere l'essenza del dottor Lamon in modo simbolico e quindi si è pensato di visualizzarlo con le mani, che lui usava per stabilire un contatto profondo con le persone che curava. Mani che toccavano corpi cercando di ascoltare e trasmettere calma, dignità e fiducia.

E qui è venuto in aiuto il logo già elaborato dal personale dell'oncologia di Oderzo e stampato dietro alle loro felpe.

È un albero, simbolo di vita. Ed è fatto tutto di mani: il tronco sono due mani grandi e solide che si aprono con delicatezza; le foglie sono tante mani, ognuna con il suo colore e la sua individualità preziosa. Rappresenta la collaborazione armonica del gruppo e dei pazienti.

Dettaglio del mosaico in lavorazione con tessere a forma di mano.

Gli autori sono Viviana Mora e Alfonso Malacchini, entrambi formatisi presso la Scuola Mosaicisti del Friuli a Spilimbergo.

Il mosaico è accompagnato da una targa con scritta una frase che condensa il suo modo di essere medico ed è un po' la sua eredità:

“Cura la malattia prendendoti cura della persona”

Il mosaico completo con l'albero composto da mani colorate.
Stefano Lamon con il team del reparto di oncologia.

Viviana Mora Strohmenger

Nata e cresciuta in Colombia, fin da piccola ero attratta dall’arte, trovando ispirazione nei colori vivaci e nelle forme audaci della mia terra.

A diciotto anni, mi sono trasferita in Italia per studiare all’Accademia di Belle Arti Cignaroli a Verona, dove ho approfondito l’artigianato attraverso una tesi sulla ceramica colombiana. Questo percorso mi ha fatto scoprire l’antropologia dell’artigiano e il profondo legame tra mano e pensiero.

Ho poi studiato alla scuola di Mosaico del Friuli, dove mi sono innamorata del suono della martellina e del taglio di vetro e pietra. Dopo esperienze in vari laboratori, ho realizzato il mio sogno aprendo il mio studio di Mosaico a Spilimbergo, dove continuo a fondere tradizione e innovazione in opere uniche.

Alfonso Malacchini

Da bambino ho respirato il profumo dell’erba dei prati del Grappa. Ho calpestato con gioia i ciottoli dei sentieri che lo attraversano. Ho camminato assorto e attento sul greto del Piave, alle sue pendici.

Ho assaporato l’armonia del Tempio di Possagno. Luogo natio di mia madre, respiro del Canova.

Non ho più smesso da allora di cercare il contatto con la terra. Lo ritrovo nei materiali che uso. E che mescolo di continuo. Sassi, vetro, ceramiche, metalli. Alla ricerca di forme e armonie sempre nuove. Tessiture e parole.

Sono nato a Treviso. Vivo da tempo a Paese. Sono sposato e ho due figli grandi.

I miei percorsi di studio hanno toccato ambiti molto diversi. E gli echi di ciascuno di essi si ritrovano nell’arte del mosaico che pratico da molti anni dopo essermi diplomato a Spilimbergo, in Friuli. Lavoro come insegnante in una Scuola Secondaria di Primo Grado.