Stefano osserva le montagne

LE SUE MANI ERANO CURA

LA SUA STORIA

STEFANO

Stefano Lamon è nato il 27 novembre del 1961, a Treviso. Dopo aver frequentato il Liceo Scientifico si iscrive alla facoltà di medicina a Padova. Laureato nel marzo del 1987, inizia il suo percorso di medico svolgendo servizio come volontario del CUAMM, medici con l'Africa, in Uganda, dal 1989 a metà del 1992. Tornato in Italia lavora per alcuni anni in ospedali del territorio: prima al CRO di Aviano, poi nei reparti di oncologia degli ospedali di Vicenza e Castelfranco. Nel 1995 inizia a lavorare nell'oncologia di Treviso, che allora era solo day hospital. Nell'ottobre del 1999 gli viene affidato il compito di organizzare l'apertura del reparto di oncologia, con 10 posti letto. Nel 2007, con colleghi e amici, il dott. Lamon dà vita alla Fondazione Oncologica Trevigiana, per migliorare la qualità delle cure e della vita delle persone affette da tumore, attraverso figure professionali appositamente formate, come anche con l’acquisto di arredi e strumenti. Avendo inoltre sperimentato l'efficacia dell'approccio multidisciplinare, introduce l'ambulatorio oncologico integrato con i colleghi dell'ORL. Prosegue su questa strada progettando e realizzando, nel 2017, l’ambulatorio neuro oncologico integrato per i tumori cerebrali, in cui un gruppo di specialisti incontra il paziente in un’unica sede e svolge quanto richiederebbe programmazioni lunghe e faticose di visite, esami, terapie. Alla fine del 2017 gli viene affidata la direzione dell'Unità Dipartimentale dell'ospedale di Oderzo, che ha come mandato “la presa in carico del paziente oncologico”. Nel giro di qualche anno quello che era un semplice ambulatorio oncologico si trasforma in un reparto organizzato ed efficiente. Ottiene nuovi spazi, attira nuovi pazienti e personale qualificato. Soprattutto non perde mai di vista la centralità dei pazienti che vengono accolti e ascoltati a partire dalla sala d'attesa. L'ultimo progetto in cui ha fortemente creduto prevedeva di portare le cure oncologiche a domicilio. Il 15 luglio del 2025 muore, colpito dalla malattia di cui si era occupato per anni.

Durante tutto il suo percorso lavorativo, le eccellenti competenze scientifiche e mediche si sono unite ad un’umanità e un’empatia fuori dal comune, come anche fuori dall’orario di servizio sono state la disponibilità e la passione per le persone che curava o, meglio, di cui si prendeva cura. Donne e uomini che si sono sentiti guardati, ascoltati, toccati come persone e non come malattie, nei loro sentimenti e desideri, nelle paure e nelle speranze. “La relazione è cura”: questo è il titolo di un intervento del dott. Lamon ad un convegno di medicina oncologica, e questo hanno sempre incarnato lui e il gruppo di professionisti, a Treviso prima e poi a Oderzo, con cui ha condiviso il suo lavoro. Grazie a loro moltissime persone hanno sperimentato che la malattia oncologica può diventare una ‘rinascita’. Inoltre, nei suoi trent'anni di servizio, il dott. Lamon è riuscito a costruire reti di aiuto tra le persone e tra i colleghi, senza chiedere nulla per sé. Non si tratta di essere buoni o gentili, si tratta di curare nel modo più efficace e significativo. In un’epoca di tempi contingentati e tecnicismo esasperato, questo modo di incarnare la professione sanitaria apre prospettive straordinarie.

INIZIATIVE

PROGETTI NATI CON I SUOI VALORI